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La metafora: un'isola che più che un'isola è una forma di groviera

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Chi è muto non parla
di Elena Invernizzi e Stefano Paolocci, Ed. Simone per la Scuola, 2007
Copertina di Cristiano Lissoni

Collana Accadde Così diretta da Annalisa Strada
Prezzo: 6,00 euro
Pagine: 176
ISBN: 9788824474429

C'era una volta un'isola, un'isola in mezzo al mare. Un'isola che stava per affondare, ridotta com'era a un colabrodo a causa dei buchi e dei tunnel sotterranei che la rendevano uguale uguale a una forma di groviera. A scavare instancabilmente sotto il suolo di Chiùmmamari era il signor Malupìsci, un tipo schivo e con pochi amici: pochi ma buoni. E con un antifurto davvero speciale.
Tutto sembrava perduto nell'isola di Chiùmmamari finché qualcosa non cominciò a cambiare.

Accadde così è una collana di racconti ispirati a fatti della storia degli ultimi decenni.
Un periodo che fa ancora parte della cronaca e che non sempre è trattato nei libri di storia.
Gli eventi del passato sono raccontati ai ragazzi in forma di metafora, con l’intento di renderne più facilmente comprensibili i meccanismi di fondo.

Chi è muto non parla è la storia della mafia.

   
 

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La storia vera: la storia della mafia
La storia dell’isola di Chiùmmamari altro non è che la metafora della storia della Sicilia e del suo rapporto con Cosa nostra dalle origini a oggi. A raccontarla è Giò, un ragazzino che non vive la storia dall’esterno, come potrebbe sembrare all’inizio, ma, come capita spesso anche ai cittadini più onesti, è lui stesso colpito dagli effetti della mafia: non riesce più a parlare. Ma Giò non ci sta e trova il modo di raccontare la sua storia: se non può parlare allora prende in mano la penna e scrive.
   
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