Cerca
Percorsi...
   
 

america_0.gif

   
La metafora: le figurine dei calciatori

sgorbiafaccia.jpglogo-360.gif

Sgorbiafaccia
di Stefano Paolocci, Edizioni Hablò, 2006
Copertina di Cristiano Lissoni
Collana diretta da Annalisa Strada
Prezzo: 9.90 euro
Pagine: 105
ISBN: 8889542195

Si stanno disputando i mondiali di calcio e
Guillermo, durante le partite sulla spiaggia, si
diverte a impersonare i calciatori che in quegli
stessi giorni impazzano su giornali e televisioni.
Mimando le movenze dei calciatori, facendo il verso ai
commentatori radio-televisivi, Guillermo alimenta
l’invidia di Alfredo che escogita allora una punizione
esemplare: ogni volta che Guillermo interpreta
un calciatore, la figurina corrispondente
viene staccata dall’album e sfigurata
con un pennarello oppure recisa. Dopo averle
danneggiate, le lega assieme con un filo e
le aggancia ad un aquilone fatto in casa con
la carta velina.
Una storia per far capire il regime militare in Argentina e il dramma dei desaparecidos.

   
 

plppic_sito.jpg

fumo.jpg

spazzatura.jpg

gatti.jpg

tantalia.jpg

sgorbiafaccia.jpg

_smallmir.jpg

_smallchiemuto.jpg

_smallavocedeimatti.jpg

lapanchina.jpg

isolaperdue-p.gif

   
La storia vera: la dittatura in Argentina

La storia raccontata in questo libro si svolge nel 1978, durante un periodo particolare per l’Argentina e per i suoi abitanti.
Già da due anni infatti, come conseguenza del colpo di stato del 24 Marzo 1976 con cui avevano rovesciato il governo di Isabelita Perón, il paese era governato delle Forze Armate.
Ma per l’intero mese di Giugno del 1978 l’Argentina fu soprattutto sede del Mondiale di calcio. In quell’anno le Forze Armate, forti della connivenza sempre più interessata delle aristocrazie locali e della nascente borghesia economica, stavano per porre il sigillo a questa sorta di patto sotterraneo fra potere politico e potere economico. Dopo aver già da tempo abrogato i diritti costituzionali, sospese le attività politiche e proibiti i sindacati e i giornali,  era necessaria una “soluzione finale”, un ultimo passo per rendere perpetuo il regime e per addomesticare l’opinione pubblica: il Mondiale aveva questo scopo.
Influenzando le sensibilità popolari, facendo credere che le denuncie di sistematiche violazioni dei diritti dell'uomo altro non fossero che fantasie anti-Argentine, premiando i delatori di confessioni sfacciatamente false, mirate solo a incolpare gli oppositori (spesso completi innocenti), i lustrini del Mondiale servirono a coprire la desaparicion (sparizione da qui il termine con cui sono stati chiamate le vittime di tale pratica: desaparecidos) di migliaia di persone.
Molti desaparecidos, dopo aver languito nelle famigerate prigioni della Scuola di Meccanica della Marina (E.S.M.A.), furono torturati e uccisi. Altri trovarono la morte sui famigerati “voli della morte”: a bordo di aerei militari, dopo essere stati drogati, venivano gettati in mare ancora vivi.
Migliaia di esseri umani sono stati così cancellati in quegli anni e, cosa quanto mai drammatica e crudele, spesso fu solo sulla base di un nome detto per disperazione durante le atroci sedute di tortura, intere famiglie condannate alla desaparicion incosapevolmente condannate da amici, vicni, parenti. Le testarde battaglie delle Madri di Plaza de Mayo (etichettate nei primi anni delle loro manifestazioni come Las locas - le pazze - de Plaza de Mayo) hanno portato all’individuazione dei colpevoli, ma non alla loro condanna.
I militari abbandonarono il governo nel 1983, non perché costretti dalla mobilitazione delle forze democratiche, quanto piuttosto perchè giunti a compimento della programmata “soluzione finale”. Drammatica controprova della realizzazione di tale disegno fu l’assenza pressochè totale di prigionieri, cadaveri, stanze di tortura, documentazione con cui il nuovo governo dovette imbattersi allorchè iniziò a indagare sulla sorte degli scomparsi: tutto era svanito, disperso, dileguato.

Dopo una prima irrisoria condanna nel 1985 e le vergognose leggi del “Punto finale” e dell’ “Obbedienza dovuta” (1986), nel 1989 il presidente Menem concesse  l’indulto a molti degli accusati, liberandoli dopo una brevissima e agiata reclusione in ville appositamente attrezzate per accoglierli e alleviare la loro prigionia.

   
Sgorbiafaccia Login   |   Registrazione
 
Copyright (c) 2000-2006   |  DotNetNuke  |  Condizioni d'Uso  |  Dichiarazione per la Privacy martedì 9 febbraio 2010